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CALA INFERNO

 

Il nome è forse dovuto dalla fatica infernale di chi aveva scavato i 350 gradini che scendono a mare. Questo perchè a Cala Inferno per quasi due secoli si sono caricate e scaricate le merci provenienti dal Porto o colà destinate. Non era raro scorgere donne con pesi di 100 kg salire o scendere la lunga scalinata rocciosa.

 

La Cala, uno degli angoli più suggestivi dell'arcipelago, è il risultato di un'intensa attività vulcanica. Quel che oggi appare visibile è un cono eroso per più di un terzo dall'azione disgregatrice del mare. Alla base del cono vi è un piccolo sbarcatoio, dove vi sono ancora visibili opere murarie e scavi che i romani praticarono per realizzare uno dei tanti depositi dell'acquedotto isolano. Esso servì a rifornire di acqua le navi italiane fino alla 2'guerra mondiale. Una fontanella che zampilla ancora quasi visibile a livello del mare continua a ristorare i pescatori. La parete precipite della Cala era forata da un passaggio arditissimo che permetteva di raggiungere il mare, oggi in gran parte crollato. Il viottolo che si inerpica su uno strapiombo di 60 mt, è protetto da una balaustra naturale di caratteristici funghi di roccia. Il tufo bianchissimo si tinge verso l'estremità di Punta Nera di un un intenso rosso scuro che da all'acqua profonde tonalità.

Curiosità: come mostra la foto in alto da Cala Inferno è possibile scorgere il Porto di Ponza, con un atmosfera veramente magica!

Casa Morlè Casa Margherita

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