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LA CISTERNA ROMANA DELLA DRAGONARA
Uno straordinario reperto architettonico di epoca romana che veniva utilizzato per la raccolta dell'acqua piovana. La cisterna romana in via Dragonara è stata scavata nel tenero tufo dell’isola, presenta più corridoi voltati poste su file parallele che si incrociano con le sei navate perpendicolari.
Quella di via Dragonara è la più grande delle tre cisterne realizzate a Ponza dai romani.

Il biglietto per la visita della cisterna costa 3.50, è possibile acquistarlo presso la ProLoco di Ponza.
L' Isola di Ponza ha una storia millenaria.
Utilizzata dai Fenici come scalo, divenuta poi colonia romana, Ponza fu prima luogo di villeggiatura con la costruzione di numerose ville, poi di culto, quando nel 538 d.c. venne eretta la chiesa di Santa Maria, in epoca medioevale divenuta poi abbazia.
Nei secoli sucessivi numerose furono le incursioni saracene, come anche le battaglie navali che si scatenavano nei mari circostanti l'arcipelago, come quella in cui alcune galee borboniche fecero colare a picco numerose imbarcazioni turche. I Borboni furono quindi a lungo i regnanti dell’isola di Ponza, che con Ventotene divenne poi per un certo periodo luogo di relegazione, prima di essere definitivamente annessa al Regno d’Italia nel 1861.

Alcune delle opere risalenti all'epoca romana:

  • Tunnel di Chiaia di Luna: i Romani realizzarono questo passaggio così da poter arrivare più velocemente alla splendida baia che già i Greci utilizzavano come porto, scavando nella roccia un traforo lungo ben 168 metri e largo tra i 2 e i 4 metri. Di particolare interesse, oltre ai cinque lucernari predisposti per aerare ed illuminare la galleria, sono le pareti di contenimento realizzate con rinforzi in “opus reticulatum”, tecnica particolarmente utilizzata in epoca augustea;
  • La necropoli:  altra opera romana presente sulle pendici scoscese di Chiaia di Luna, formata da cinque tombe anch’esse scavate nella parete tufacea che il tempo, purtroppo, ha in gran parte deteriorato;
  • Ville Romane: numerosissimi i resti di ville romane, come quelle sul promontorio di Punta della Madonna e appartenenti ad una residenza dalle dimensioni presumibilmente maestose che oggi, purtroppo, si possono soltanto immaginare;
  • Grotte di Pilato: peschiere sottostanti le ville romane di Punta Madonna, costituite da un complesso di cinque vasche intagliate con grande maestria sotto il livello del mare ed al tempo utilizzate per l’allevamento ittico;
  • Grotta del Serpente: cisterna adibita alla raccolta delle acque piovane, che comprende cunicoli scavati nella roccia ed una diga, riconoscibile oggi in un edificio di forma semicircolare in località Giancos;
  • Torre dei Borboni: oggi sede di uno dei più caratteristici Hotel dell’isola di Ponza, l’edificio fu eretto per volere di Papa Sisto IV sui resti di una precedente costruzione risalente ad epoca romana. Le frequenti incursioni dei pirati resero infatti necessaria la costruzione della fortificazione, che con i suoi quattro piani d’altezza rappresentava il luogo ideale dal quale scorgere l’arrivo di imbarcazioni corsare;
  • Abbazia di Santa Maria: era probabilmente presente sull’isola già dal VI secolo d.c., poiché si ritiene sia il luogo che accolse le spoglie di San Silverio, martire cristiano oggi patrono di Ponza;
  • Il Porto Borbonico:  nasce nell’insenatura curvilinea inclusa tra Punta della Madonna e Punta Santa Maria. Le strutture portuali attuali si inseriscono su quelle di epoca romana, costruite tra la fine dell’epoca repubblicana e l’inizio di quella imperiale. Resta purtroppo molto poco di queste antiche costruzioni, se non dei ruderi in opus reticulatum;
  • Il Mitreo:  esso si trova nel cuore della cittadina, percorrendo la salita Scarpellini ed è ricavato, come tutti i mitrei, all’interno di un ambiente oscuro e sotterraneo, essendo il mitraismo religione segreta e riservata a pochi eletti. Nonostante il cattivo stato di conservazione, si possono ancora oggi osservare parte degli affreschi che un tempo ne decoravano la volta, come il pannello di forma circolare sul quale erano raffigurati i dodici segni zodiacali.


LE FORTIFICAZIONI DELL'ISOLA

  • FORTE PAPA: Aspetto caratteristico di alcuni promontori dell'isola sono le fortificazioni rinascimentali dei Farnese. Punta del Papa a Le Forna, ne ospita una costruita verso, la metà del XVI sec., per difendere le coste dagli assalti dei corsari. Dal 1909, quando una frana fece precipitare l'ala sud, dove una volta erano gli alloggiati gli ufficiali, il forte è in uno stato di continuo disfacimento. Alla base del Promontorio del Papa si apre la grotta di "zi Teresa" che la tradizione vuole nasconda un tesoro portatovi dai pirati;
  • FORTINO DI FRONTONE: fortificazione dei Farnese, che domina da un lato la baia di Frontone con la sua famosa spiaggia e dall'altro la Piana Bianca. Costruita strategicamente a difesa del Porto di Ponza, ebbe a subire numerosi assalti dal mare, fra cui famoso rimane quello del comandante Napier (nominato in seguito conte di Ponza) del febbraio 1813.

    



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